Altamura, Un campione immortale





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Un grande cero, una vetrata,  fiori bianchi e candele accese: uno scenario toccante, emozionane e certamente difficile da dimenticare.

Il 5 Marzo 2015 è una data che ha segnato definitivamente le vite di molte persone: nella mezzanotte di quel giorno “maledetto”, presso la sala giochi “Green table” di Altamura, un bagliore improvviso causato dall’esplosione di una bomba ha colto di sorpresa la vita del giovane Domenico Martimucci. Dopo mesi di dura lotta tra la vita e la morte, il giovane è deceduto, lasciando in un profondo dolore familiari e amici.

Nata per sostenere le spese mediche del ragazzo durante i mesi post attentato, l’Associazione “Noi siamo Domi” non ha smesso di essere attiva e di rappresentare il giovane calciatore, definito dagli amici “Il piccolo Zidane”, anche a distanza di un anno. Ha voluto, perciò, ricalcare ogni singolo momento di quella notte e progredire in una giornata ricca di eventi in suo onore.

Il 5 Marzo 2016 è cominciato con un momento di silenzio presso il luogo dell’attentato: urla in sordina, mani giunte e lacrime logoranti hanno accomunato parenti ed amici presenti lì.

La mattina successiva c’è stato un convegno presso il Teatro Mercadante, intitolato “Convegno sulla Legalità e Lotta alla Criminalità”, che ha visto la presenza di diverse figure politiche impegnate nella lotta alla criminalità. A introdurre tutti, è stato il moderatore e giornalista Leonardo Zellino, il quale ha fin da subito mostrato l’interesse verso l’argomento e ha invitato i presenti a trarre da questo spiacevole episodio un insegnamento: “Come la testata di Zidane fu, per noi, vincente nel 2006 durante i mondiali di calcio, così la testata del piccolo Zidane sia altrettanto forte nello scuotere la città di Altamura”.

Di seguito, hanno preso la parola il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il Vice Ministro dell’Interno Filippo Bubbico, il prefetto di Bari Carmela Pagano, il coordinatore Regionale dell’Antiracket Renato De Scisciolo e il Presidente della Camera di Commercio Sandro Ambrosi,e dalla Presidente della Confcommercio di Altamura Tonia Massaro, che, tramite incisivi interventi, hanno invitato la comunità a denunciare anche i più piccoli episodi di criminalità, perchè è l’unico modo per migliorare la società.

Una testimonianza importante in merito, è stata certamente quella di Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino, ucciso da ‘Cosa nostra’, che tramite skype ha saputo catturare l’attenzione dei presenti ed emozionarli: “Come diceva Paolo, la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale, morale e anche religioso (…)”.

Dal Teatro si è passati ad un campo di calcio per “Il Match delle stelle”. Gli amici più cari di Domi hanno organizzato una partita in suo onore creando due squadre d’eccezione: la rappresentativa dell’Associazione, fatta di amici e autorità istituzionali, e la nazionale attori e cantanti, fatta di Vip, scelti per il loro impegno e interesse verso Domi, mostrato nei mesi scorsi.

Il match ha avuto inizio alle ore 19:00 presso lo Stadio D’Angelo: non è stata una semplice partita, bensì l’ennesima occasione per dimostrare quanto amore ha lasciato Domi nei cuori di tutti.

Il capitano della squadra avversaria, l’attore Bruno Torrisi si è espresso così: “Questi episodi mi lasciano senza parole. Siamo negli anni 2000 e dovremmo cominciare a scrollarci di dosso questo “cancro in metastasi”. La morte di Domi è una lezione per tutti: deve servire a creare una società migliore, perchè non meritiamo tutto questo”. L’invito ad affrontare la realtà, senza scansarla, è emersa anche dalle parole del cantante Giosada che ha sostenuto la sicura ricorrenza futura di episodi simili e la necessità di contrapporsi restando uniti, in modo da realizzare un modello di vita differente da quello attuale.

In  onore di Domi, è stata battezzata un’ambulanza con lo slogan “Io non dimentico”, simbolo di speranza e immediato soccorso verso i bisognosi. Ancora, nella pausa fra il primo e il secondo tempo, è stato poggiato sull’erbetta del campo uno striscione bianco con sopra impressa una stella a cinque punte: quella stella è Domi, lui era lì, accerchiato dagli affetti più cari, ma anche da chi, sentendone la storia, ha subito provato ammirazione.

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