BARI,OLIO, CONFAGRICOLTURA `ITALICO` NON VUOL DIRE ITALIANO

presidente

“In un momento in cui la Xylella e le calamità atmosferiche, verificatesi negli scorsi mesi, minano profondamente la produzione di olive da olio extravergine, non si sentiva la necessità di ingenerare nuova confusione nel consumatore traghettando improbabili miscele di olio comunitario e denominandolo  `Italico`”.

 È questo il commento del presidente di Confagricoltura Bari, Michele Lacenere, sulla questione della denominazione di `italico` lanciata dall’accordo firmato da Federolio – Coldiretti- Unaprol.

“Dopo tante battaglie contro l’italian sounding e in difesa del made in Italy, sorprende la volontà da parte delle Organizzazioni firmatarie di evocare un’origine che non c’è” – ha dichiarato infatti  Agrinsieme, il Coordinamento di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

Confagricoltura Bari rafforza, pertanto, le perplessità già espresse da Agrinsieme, contestando questo modo di esprimersi ambiguo, tipico di Organizzazioni che fanno dell’ambiguità il proprio cavallo di battaglia politico.

Per anni abbiamo invitato i consumatori a leggere l’etichetta e scegliere in modo trasparente e consapevole olio 100% italiano a tutela del consumatore, del nostro territorio  e dei nostri produttori ed è quello che vogliamo continuare a fare con chiarezza  e trasparenza:  ‘Italico’ non è italiano!

Senza entrare nel merito dell’accordo, il nome ‘Italico’ potrebbe designare, infatti, un blend di oli di qualsivoglia origine, purché almeno la metà sia Made in Italy. Calcolando che il consumatore medio legittimamente identifica l’attributo Italico con l’italianità, verrebbe  indotto in errore sulla effettiva origine delle materie prime. E c’è il rischio che questo aggettivo possa in futuro essere utilizzato anche per altre filiere agroalimentari.

Dunque, ben vengano nuove proposte di rilancio per il settore ma che siano chiare e trasparenti per i consumatori e  che tutelino realmente il prodotto italiano e i nostri produttori che

ancora fanno fatica a comunicare e a vendere l’altissima qualità dell’olio prodotto con varietà autoctone.

 

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