BITONTO, “CORTILI APERTI”, UN VIAGGIO NEL PASSATO





Palazzo Sylos Calo'

Anche Bitonto, culla di numerosi tesori artistici in stile romanico e rinascimentale, ha aperto i suoi antichi palazzi e le sue chiese sabato 18 e domenica 19 maggio, in occasione della VII edizione  di “BITONTO CORTILI APERTI” patrocinata dall’Associazione Dimore Storiche Italiane A.S.D.I. che sottopone all’attenzione del pubblico il patrimonio storico-artistico di proprietà privata.

Nell’edizione di quest’anno, oltre alla possibilità di visitare edifici storici privati, grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale, si è pensato di arricchire la manifestazione con l’apertura di alcuni edifici pubblici e chiese che danno ulteriormente risalto al patrimonio storico della città di Bitonto che, tra l’altro, è anche arrivata tra le dieci città finaliste per la corsa al titolo di Capitale italiana della Cultura del 2020.

I protagonisti di questa “due giorni” sono stati quasi ottocento studenti bitontini che, indossati i panni di provetti “ciceroni”, hanno accolto i visitatori diventando delle vere e proprie guide turistiche, illustrando la storia  della città e di questi luoghi, riportando alla luce tradizioni e storie dimenticate.

Un evento, quello di Cortili Aperti, costituito per l’esattezza da cinquantasei luoghi da scoprire tra giardini e musei, cortili e dimore storiche, chiese e monumenti  che  hanno permesso ai visitatori di fare un viaggio nel passato, per ammirare angoli nascosti e apprendere curiosità celate dietro a questi portoni che in questi giorni si sono spalancati.

I luoghi sono stati divisi in quattro percorsi riconducibili a stili artistici diversi tra loro ovvero il percorso Medioevale con i suoi Giardini pensili della Chiesa San Francesco, il percorso Rinascimentale con il palazzo Sylos Calo’, simbolo di quell’epoca, il percorso Barocco e per finire quello Ottocentesco dedicato all’architetto bitontino Luigi Castellucci.

Indubbiamente spicca, fra tutti i siti visitabili, il Torrione Angioino, la più grande delle ventotto torri situate lungo l’antica cinta muraria di Bitonto e facente parte del percorso medievale; costruito verso la fine del XIV, fu utilizzata prima come torre di difesa e poi come prigione. Oggi ospita la civica Galleria d’Arte Contemporanea ma, un tempo, era utilizzato anche per il commercio locale; si narra che i mercanti entravano dalla porta Baresana per recarsi al torrione e versare le tasse a un funzionario, chiamato castellano, che permetteva loro il commercio dei prodotti  nella piazza antistante.

Luogo simbolo del percorso medievale sono i Giardini pensili, una terrazza panoramica dalla quale si può ammirare una splendida vista della città, oggi di proprietà della Curia. Questo luogo è un gioiello nascosto in pieno centro storico e si trova all’esterno della Chiesa di San Francesco della Scarpa; infatti, varcando le porte della chiesa, ci si immerge in un’oasi di pace di circa settecento metri quadrati di verde con ginestre e alberi di gelsi illuminati da luci conta passi avendo percorso i giardini di sera.

Ma il centro storico bitontino non è solo ricco di chiese, passeggiando per quelle strette viuzze incontriamo le dimore storiche delle più antiche e nobili famiglie della città come il Palazzo Sylos-Calo’, risalente al XVI secolo, con la sua grande loggia al primo piano e frontale al Torrione Angioino, oggi sede della Galleria Nazionale della Puglia, per poi proseguire con Palazzo Santorelli e Palazzo Giannone Alitti e, ancora, le dimore storiche aperte per la prima volta come i Giardini Palazzo Rogadeo, Palazzo Franco Spinelli Regna e la Chiesa Maria Ss Annunziata.

Quest’anno la manifestazione bitontina ha registrato numeri da record, essendo stata la città italiana che ha aperto più siti visitabili; questo ha portato oltre 40mila visitatori, tra i quali anche un gran numero di stranieri per la presenza di guide turistiche in inglese, spagnolo, tedesco, francese e albanese, che hanno animato le vie del centro storico fino a tarda sera a testimonianza che l’arte, la cultura, la curiosità sulla nostra storia unisce i popoli.

(Si ringrazia per le foto Mirella Rutigliano)

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