BULLISMO E CYBERBULLISMO / UN LIBRO SULL’EDUCAZIONE DIGITALE





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 Si chiama “Cittadini Digitali. Riflessioni e strumenti per l’educazione civica” ed è un manuale di educazione alla cittadinanza digitale, in cui si affronta anche il tema del bullismo e del cyberbullismo. A pubblicarlo, in queste ore in cui si avvicina la Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo e il Safer Internet Day (Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet), è edizioni la meridiana. E a scrivere il testo sono tre esperti – Andrea Bilotto, Maria Alario e Iacopo Casadei – forti dell’esperienza in prima linea nell’ Associazione Italiana di prevenzione al Cyberbullismo e al Sexting.

 “Come casa editrice torniamo ancora su questo tema. La necessità è determinata dai dati, che quest’anno sono particolarmente rilevanti”, spiega Elvira Zaccagnino, direttrice di edizioni la meridiana. “Il periodo ci sta costringendo a un utilizzo maggiore degli strumenti digitali. Anche l’insegnamento dell’educazione civica a scuola si sta evolvendo e orientando verso l’educazione alla cittadinanza digitale. Emerge nel libro un aspetto particolarmente innovativo: un’attenzione importante a contrastare la cultura del consumo delle emozioni, all’inseguimento dell’ultimo post e delle instant news spesso fake e un invito a usare device e social per costruire relazione e lavorare sulla memoria e su contenuti profondi e pieni di significato. Placare l’uso compulsivo e aggressivo, alla base spesso del fenomeno del cyberbullismo, e lavorare sulle competenze emotive e affettive. Si può e si deve fare”, conclude Zaccagnino.


Occorre tornare a lavorare sulla relazione”, aggiunge Andrea Bilotto, psicologo e psicoterapeuta, autore del libro e presidente dell’ Associazione Italiana di prevenzione al Cyberbullismo e al Sexting. “A quattro anni di distanza dall’entrata in vigore della legge n. 71 del 2017, il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo sono tutt’altro che risolti, rappresentando una delle priorità per le politiche educative e richiedendo un dialogo sempre più stringente tra le diverse istituzioni. Le famiglie, prime comunità educanti, dovrebbero porre ai loro figli dei limiti nel tempo di utilizzo delle nuove tecnologie sociali per impedire che si verifichi una mancata maturazione delle competenze empatiche. L’attenzione verso il mondo interiore dell’altro è necessaria per attivare una sana e robusta socializzazione”. E insiste sul ruolo della scuola in questo processo: “È importante che non solo i genitori, ma anche i docenti conoscano tutti i pericoli che si nascondono nel web, legati alle social mode come le challenge, che anziché generare appartenenza rischiano di accrescere il senso di solitudine. Di fronte alla crescita inarrestabile della tecnologia, aumentare una forma sana di relazionalità negli allievi, rappresenta una funzione preventiva urgente e non rinviabile”.

 

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