COMUNICAZIONE, REINVENTARSI E INCURIOSIRE – NON SI PUO’ NON COMUNICARE





comunicazione

Non si può non comunicare”, recita così il primo assioma della comunicazione. Comunichiamo con le parole, i gesti, le espressioni del viso e del corpo anche involontariamente. Una volta si scrivevano e spedivano lettere o cartoline, ci si accordava per telefono, ci si disperava per vedersi, come avvisarsi, organizzarsi. Poi, l’era del digitale, la comunicazione interpersonale si rafforza attraverso l’uso dei social, ci si ritrova dopo anni, le distanze che si accorciano, abbiamo imparato a soffrire meno della mancanza, delle non vicinanze dei cari spesso in viaggio o lontano dagli affetti.
Aspetti positivi ed aspetti negativi, come le facce di ogni medaglia.
I giovani hanno positivamente trascinato gli adulti nel loro mondo tecnologico, sebbene tanti aspetti dell’educazione socio-culturale si siano modificati anche negativamente visto l’uso e abuso delle tecnologie come facilitatori di apprendimento.
La comunicazione social ha avvicinato le relazioni, ma, ha dato spazio a troppe voci senza controllo, spesso invadendo campi professionali di estremo rispetto come quelli legati alla comunicazione stessa o alle scienze relazionali.
Siamo nell’era, però, in cui i giovani devono reinventarsi professionalmente ogni giorno. Quante volte ci accorgiamo che sui nostri profili Facebook ogni giorno, appare la sfilza di pagine sponsorizzate, inviti a eventi, pubblicità di ogni genere. Pubblicità, appunto, parola storicamente legata all’atteso appuntamento del Carosello, o, alla fastidiosa interruzione tra le scene di un film, ai giganteschi cartelloni pubblicitari per strada, fino a raggiungere i tempi dei social e l’avvento del Social Media Manager, colui che sa come e cosa postale sulle svariate piattaforme social, mirando a una qualsiasi vendita.
I giovani, grazie al mondo della comunicazione, riescono a reinventarsi, si mettono in gioco, danno forma alle loro capacità insite e vengono fuori straordinari progetti.
L’esempio lampante, su Facebook giungono inviti per serate di ogni genere, per seminari, convegni, corsi… tutti standard, con una locandina, le indicazioni stradali e per i più completi anche una breve introduzione o un breve comunicato stampa per dare cenni di descrizione; tra gli altri, un invito, Demodè Club ha organizzato, come molti altri locali, la serata Halloween, m’incuriosisce il tema, visito la pagina e noto, le foto, l’evento, le serate a tema e… un video, un trailer che sponsorizza la serata come fosse la prima di un film, come fosse un video con coming soon. Immagini che prendono forma per trasmettere curiosità, non, lasciando intravedere cosa o quali numeri si è persi rispetto gli eventi passati, ma dando risalto a ciò che sta per avvenire, quasi a comunicare “cosa state per vivere”, quali emozioni, quali sensazioni, in quali atmosfere, senza lanciare errori di interpretazione. Una forma pubblicitaria? Sì! A cui noi non siamo abituati, una forma squisitamente artistica e senza eguali, qualcosa che si vede solo nei paesi del nord Europa, qualcosa che solo alcuni imprenditori riescono a captare a percepire, a quanto pare il gestore di questo locale sa cosa significa “comunicare”.

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