INDICAZIONI NAZIONALI 2012: ORGANAIZZAZIONE DEL CURRICOLO





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Le Indicazioni Nazionali del 2012 si differenziano da quelle del 2007, anche per il capitolo sull’organizzazione del curricolo, che costituisce una guida per la progettazione didattica per competenze. I pilastri alla base della progettazione didattica per competenze sono: la dimensione disciplinare del curricolo, la continuità e unitarietà dello stesso, i traguardi di sviluppo delle competenze, la valutazione e la certificazione delle competenze.

Il curricolo dell’obbligo di istruzione è costituito da uno zoccolo di saperi di base organizzato in discipline, che si sviluppa in verticale in una logica di continuità del percorso educativo che va dai 3 ai 14 anni, che oggi va traguardato fino a 16 anni (conclusione obbligo istruzione). Il curricolo, dunque, va visto in una logica unitaria, come percorso di apprendimento basato su saperi disciplinari e trasversali organizzati sulla progressività, gradualità e ricorsività. Tali saperi saranno progressivi in quanto partono dai campi di esperienza della scuola dell’infanzia e man mano si articolano nelle discipline procedendo per gradi, ricorsivi perchè attenti alle tappe evolutive dell’apprendimento e graduali perchè procederanno step by step. Per quel che concerne l’unitarietà, la verticalità e la continuità del curricolo, invece, esse si realizzano grazie alla trasversalità dei saperi e ai raccordi tra un ciclo e l’altro di scuola, garantendo un modello del curricolo al tempo stesso lineare e olistico. La scuola dell’infanzia, in questa prospettiva, mira allo sviluppo di aspetti motori percettivi sensoriali e affettivo-cognitivi, mentre la scuola primaria, all’acquisizione dei linguaggi e dei codici che sono alla base della nostra cultura.

La continuità del curricolo che va dai 3 ai 14 anni e dai 14 ai 16, è rafforzata dal concetto di certificazione delle competenze prevista a 11, 14 e 16 anni. Tuttavia la realizzazione di un curricolo verticale non è semplice, in quanto coinvolge tre ordini e gradi di scuola con una specifica identità professionale, pertanto è necessaria una pratica professionale basata sulla collegialità progettuale.

Il terzo pilastro sul quale si basano le Indicazioni Nazionali è il concetto di traguardi di sviluppo delle competenze, riferiti al termine della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria dei primo grado. Essi rappresentano dei criteri per la valutazione delle competenze, sono prescrittivi e impegnano la scuola affinchè ogni alunno possa conseguirli a garanzia dell’unitarietà del sistema nazionale di istruzione. La progettazione didattica, quindi, per garantire l’acquisizione delle competenze deve conoscere i traguardi di sviluppo riferite alle singole discipline che l’alunno deve acquisire, partire dalla condivisione delle competenze previste nel profilo in uscita dal ciclo della primaria e declinarle in obiettivi cioè in abilità e conoscenze da far acquisire attraverso attività basate su metodologie didattiche attive, in un modello di progettazione a ritroso.

Successivamente i docenti sono chiamati a valutare, monitorando il processo di apprendimento in itinere attraverso una valutazione formativa nella quale c’è una stretta correlazione fra processo e prodotto. Nella valutazione formativa, i docenti utilizzeranno una serie di prove basate su indicatori condivisi, affinchè risulti possibile attestare con oggettività le competenze acquisite nel percorso formativo, attraverso la certificazione delle competenze.

La certificazione del primo ciclo descrive e attesta le competenze che lo studente ha acquisito basandosi sull’osservazione sistematica e attenta di prove autentiche e sulla documentazione raccolta nel corso del curricolo.

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