L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI A SCUOLA





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Le linee guida per l’integrazione degli alunni disabili hanno lo scopo di favorire e migliorare l’integrazione degli alunni, nel rispetto dell’autonomia scolastica e della legislazione che parla esplicitamente di scuola inclusiva.

La scuola è una comunità educante, accoglie ogni alunno con l’obiettivo di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche che consentano il massimo sviluppo di ognuno.

L’integrazione scolastica degli alunni disabili è un processo pedagogico, culturale e sociale, che non si riferisce unicamente al contesto scolastico, ma abbraccia tutti i contesti della vita in un processo irreversibile.

La C.I. agli art. 2 e 3 esplicita chiaramente come la Repubblica sia garante dei diritti inviolabili dell’uomo, e come sia suo compito rimuovere tutti gli ostacoli che “limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Ancora dalla C.I., l’art. 34 ribadisce che la scuola è aperta a tutti e che l’istruzione è obbligatoria e gratuita per tutti, per un periodo non inferiore ai 10 anni.

Per disabilità si è ormai assunta la definizione dell’ ICF che propone un modello di classificazione bio-psico-sociale attento all’interazione tra la capacità di funzionamento di una persona e il contesto sociale e culturale nel quale vive. Infatti viene definita disabilità una condizione di salute in un ambiente sfavorevole.

L’excursus storico dell’integrazione degli alunni disabili nella scuola, parte sin dal 1971 con la legge 118 la quale indica che l’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola,e non più nelle scuole speciali. La legge 118 dispone anche che agli alunni disabili deve essere garantito il trasporto, l’accesso agli edifici scolastici, superando le barriere architettoniche, e assistenza agli alunni più gravi durante le ore scolastiche.

E’ con la legge 517 del 1977 che però l’integrazione degli alunni disabili diventa effettiva, perché questa legge prevede l’istituzione di un insegnante specializzato per le attività di sostegno, e la presa in carico dell’alunno disabile da parte di tutto il team docenti.

Infine si giunge alla Legge Quadro n. 104/1992per l’ ”assistenza, l’integrazione sociale e diritti delle persone handicappate”. La legge n.104/92 amplia il principio dell’integrazione sociale e scolastica, come momento topico per la tutela della dignità dei disabili. Lo Stato deve rimuovere qualsiasi tipo di barrire architettoniche e sociali che di fatto impediscono la realizzazione della personalità. La suddetta legge parla di “cura educativa”  nei confronti degli alunni disabili. Tale cura prevede un percorso formativo individualizzato al quale partecipano più soggetti istituzionali.

L’obiettivo fondamentale della legge 104/92 è lo sviluppo degli apprendimenti mediante la comunicazione, la socializzazione e la relazione interpersonale.

IL progetto di vita per gli alunni disabili è composto da un Profilo Dinamico Funzionale e dal Piano Educativo Individualizzato. Il progetto di vita riguarda la crescita personale e sociale dell’alunno disabile. IL suo fine ultimo è l’innalzamento della qualità della vita dell’alunno, sviluppando autoefficacia, autostima e conseguimento delle competenze necessarie per vivere in contesti di esperienza comuni. Ovviamente come per tutto il PEI, anche il progetto di vita deve essere condiviso da tutti i soggetti interessati.

Il profilo dinamico funzionale (PDF) indica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona portatrice di handicap.

Il PDF è atto successivo alla Diagnosi Funzionale e indica in via prioritaria, dopo un primo periodo di inserimento scolastico, il prevedibile livello di sviluppo che l’alunno in situazione di handicap dimostra di possedere nei tempi brevi (sei mesi) e nei tempi medi (due anni).

Il PEI viene redatto dall’insegnante di sostegno in accordo con il team docenti e indica gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere nell’anno scolastico, con l’alunno disabile. IL PEI è condiviso da parte di tutto il team docenti, dai professionisti della ASL e dalla famiglia dell’alunno. Tutti insieme si prendono in carico l’alunno affinché le sue potenzialità e competenze ( negli apprendimenti, nella socializzazione, nella comunicazione e relazione) possano emergere, ed egli possa integrarsi nella società raggiungendo un buon grado di autonomia. Affinché tutto questo possa concretizzarsi è necessaria un’adeguata programmazione da parte dei docenti di classe in correlazione con gli obiettivi di apprendimento previsti per l’intera classe, anche mediante la promozione e la cura di iniziative in accordo con le varie componenti scolastiche e territoriali. La vera scuola inclusiva si realizza quando si condividono obiettivi e strategie di lavoro.

Grazie all’autonomia funzionale delle scuole, è possibile avvalersi di una flessibilità organizzativa e didattica che consente di predisporre le attività di insegnamento nella maniera più idonea per il raggiungimento del successo formativo di tutti gli alunni.

Gli insegnanti dovranno fare in modo che in classe si instauri un clima sereno, motivante, che stimoli all’apprendimento. Una delle caratteristiche che gli insegnanti dovrebbero porre sempre in atto è l’ascolto empatico verso tutti gli alunni; solo in questo modo l’alunno sentirà di essere non un semplice spettatore del progetto didattico, ma parte integrante dello stesso perché trova nei suoi insegnanti persone realmente interessate al loro vissuto, che ascoltano e comprendono.

La didattica per attuare l’integrazione degli alunni disabili si fonda su attività tutoring , cooperative learning ( ZSP Vygotskij), apprendimento per scoperta, utilizzo di mediatori didattici.

Impostare una giusta didattica significa anche osservare gli stili di apprendimento e rispettare i ritmi.

Importanza della presa in carico dell’alunno da parte di tutto il team docenti, è non delegare il compito al solo insegnante di sostegno.

 

 

 

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