Molfetta,L’OFP celebra l’amore e dice ‘no’ alla violenza di genere





Vi faremo innamorare - foto #4

Esistono linguaggi unversali come l’amore, ma anche come la musica. Lo spettacolo ‘Vi faremo innamorare’ andato in scena ieri sera nella chiesa Madonna della Pace di Molfetta aveva l’ambizione, raggiunta, di combinarli insieme attingendo alle storie d’amore della musica, della letteratura e della cinematografia che hanno fatto la storia.

Sulle note delle esecuzioni dell’Orchestra Filarmonica Pugliese, diretta dal Maestro Giovanni Minafra, i due solisti – la soprano Raffaella Montini e il tenore Carlo Monopoli – hanno inscenato, ora, la storia di Rosina e Lindoro dalla celeberrima opera buffa di Rossini ‘Il barbiere di Siviglia’, ora quella tragica e intensa degli innamorati per eccellenza, Romeo e Giulietta, ora quella verace degli ‘scugnizzi’ Totò e Salomè sullo sfondo della festosa cornice napoletana. Lo spettacolo ha attinto, tuttavia, anche a opere della letteratura e del cinema più recenti: romantico e appassionato il momento in cui è stato riproposto da musicisti e voci il tema musicale da ‘La bella e la bestia’, interpretata nel film d’animazione Disney da Gino Paoli e Amanda Sandrelli, commovente il tributo a Ennio Morricone di cui è stato eseguita la colonna sonora dal film ‘La Califfa’. Per concludere, l’Orchestra ha eseguito una prima assoluta: l’intermezzo sinfonico ‘Twilight Love’ dello stesso Maestro Minafra, composto per l’occasione, su commissione dell’Associazione Auditorium.

Un concerto per celebrare l’amore, dunque, ma anche la donna: il rosso, colore scelto dall’orchestra e dai solisti per l’esecuzione, è il colore del sentimento per antonomasia, ma anche quello della lotta alla violenza contro le donne.  A fornire spunto per parlare di un tema attualissimo, le note dell’Ave Maria di Giuseppe Verdi da ‘Otello’, l’ultima preghiera di Desdemona prima che il suo amato, accecato dalla gelosia, la soffochi, uccidendola. “La violenza sulle donne esiste praticamente da sempre, ma non per questo dobbiamo accettarla o smettere di denunciarla”. A ricordarlo, la narratrice Giulia Petruzzella che ha, per un attimo, lasciato da parta il brio e la la verve spiritosa con la quale ha più volte fatto incursione tra gli orchestrali e ‘stuzzicato’ il pubblico (oltre 400 le persone intervenute), per rammentare che, ancora oggi, la violenza di genere rappresenta una piaga sociale di cui si parla ancora troppo poco. Non a caso, un paio di scarpe rosse da donna ha fornito, per tutta la durata dello spettacolo, un monito costante: a che questo colore sia associato alla passione, mai al sangue.

 

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