NON CHIAMATELO “SAGGIO”. E’ ANIMA CHE URLA ATTRAVERSO PATTINI E SCARPETTE

piovono-stelle-2018

Oggi non voglio scrivere un articolo… voglio raccontare la storia di uno squarcio di bellezza e meraviglia. Sì, ho deciso di scrivere in prima persona perché sono ancora stordita da un tumulto di sensazioni ed emozioni che stentano ad abbandonare il mio corpo e la mia anima. Non un “semplice” saggio. Quello a cui ho assistito il 24 giugno, presso lo Sporting Club – Trani,  è un autentico incontro con la poesia. Una poesia che desidera essere raccontata così: una leggera brezza si insinua tra le cime di alberi maestosi intinti di un verde brillante… silenzio. Improvvisamente partono le note del brano “Spente le Stelle” di Emma Shapplin e Angela Bini  irrompe sulla pista con leggiadria e sinuosità incomparabili seguita, in ogni movimento, dagli effluvi di uno strumento musicale che per la Città di Trani è un vanto ormai da anni: il violino di Alfonso Mastrapasqua. Irrompe così, senza lasciar respiro, questo capitombolo nelle emozioni dando il via ad una storia che vuole puntare l’accento su un’era troppo “digitale” che ha spento la capacità di far parlare l’anima offuscando i sentimenti a favore di un incedere quasi robotico e anestetizzato. La serata diviene un crescendo che vede tante minuscole lucciole attirate solo da un asettico monitor di cellulare, finalmente “risvegliarsi” guardandosi, scoprendosi e condividendosi permettendo alla loro unicità di brillare nel firmamento. Danza ritmica e pattinaggio in digressione, senza soste, con volteggi, salti, piegamenti, tra cerchi e nastri, in un singolo flusso danzante diversificato da ogni angolatura e prospettiva per ben 2 ore. Sembra di vivere un sogno che oscilla tra Simply Red, Annie Lennox, Lucio Dalla, Alex Baroni, RON… e, nuovamente, quel violino immortale in “Se tu non torni” di Miguel Bosé, tutti accomunati da pentagrammi che gridano alla riconquista della luce delle stelle in un cielo divenuto troppo buio. “Piovono stelle” è un miracolo di vita che ferma tempo e spazio e ci ingoia in un vortice che non riesce a tradurre se stesso. Totalmente rapiti da questo “film” che scorre senza soste davanti ai nostri occhi, non possiamo che dare libero sfogo alle lacrime che, silentemente e dignitosamente, scorrono divenendo l’unico epilogo possibile. Ancora una volta questo appuntamento ci ridesta dal nostro torpore quotidiano riportandoci all’essenza. Un intreccio di cultura, arte, disciplina, dottrina, sport e verità che si offre, senza remore, ad una platea che ravvisa, in quell’intreccio, un essenziale ritorno ai valori veri della vita. Queste piccole stelle ci hanno hanno gridato, forte e chiaro: <<Guardateci! Noi possiamo tornare a brillare se solo ci permetterete di farlo…>> Tutte uguali, tutte uniche, ognuna col suo intrinseco valore incomparabile. La poesia si chiude con una medaglia che detiene in sé il senso di un’esistenza che debba, ad ogni passo, lasciare una scia di luce abbagliante e virale pronta a illuminare anche i cammini più sinistri e bui. Un 38° contributo artistico che sancisce un nuovo, inarrestabile, tuffo nella carriera artistica di una donna capace di far innamorare tutti quelli che hanno la fortuna di entrare in contatto col suo mondo, un mondo, a volte, poco comprensibile, ma che lascia una scia di forte senso e verità dietro di sé. Non è materia logica per chiunque. Sono linguaggi che giungono ad anime speciali … fortunato chi riesce a carpirne la meraviglia e renderla “sua”. Studio 50, con il suo presidente Michele Verde,  si conferma un’istituzione in tema arte, musica e cultura e continua dal 1980 a regalare grandi messaggi ed emozioni.

Un appello finale del presidente di Città dell’Infanzia, dott. Vincenzo Dibari, ai rappresentanti istituzionali presenti fra il pubblico, affinché la Città conceda un riconoscimento ufficiale ad una donna con 42 anni di carriera scolastica, che ha portato il nome della Città, con onore, in ogni suo successo, anche nazionale, colmando di senso educativo, pedagogico, culturale, inclusivo, sociale le miriadi di generazioni che ha visto passare attraverso i suoi principi e la sua attività di docenza, pubblica e privata. Abbiamo bisogno di credere che la straordinarietà non resti un eco nel silenzio ma si faccia ridondanza istruendo il futuro. Il grido finale di una delle sue piccole allieve: “Angela, IO TI AMO!”, ne sia appello del cuore.

Angela Bini:  la poesia continua…

Momenti di “Piovono Stelle”

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