Terlizzi: Agorà discute di Transizione ecologica: P.N.R.R. ‘Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza’ .





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Nei giorni scorsi l’associazione culturale Agorà ha spalancato le porte della sua sede per invitare i cittadini alla partecipazione, che è coinvolgimento, formazione, decisioni condivise.
In programma il convegno: ‘Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Transizione Ecologica’. Sul tavolo la discussione del piano nazionale di sviluppo per rilanciare l’economia dopo la pandemia, al fine di permettere la transizione ecologica e digitale ormai non più prorogabile.
Agorà ha fatto proprio questo tema, affiancando ad una conversazione di ampio respiro di carattere nazionale ed internazionale, la discussione sulla centrale a biomasse che potrebbe sorgere sulla via Appia e quella sulla discarica del ferro che potrebbe aver sede in zona Bitonto-Sovereto.
Dopo i saluti e l’introduzione di Santina Mastropasqua coordinatrice di Agorà, la parola è passata a: Michele Grassi, consigliere comunale del Partito Democratico, che ha tracciato la storia dei progetti in cantiere della centrale a biomasse e della discarica di ferro e ad Andrea Malerba, giovane socio di Agorà, studente di Economia Agraria, che ha studiato queste tematiche in diversi Paesi dell’Unione Europea come Germania, Gran Bretagna, Portogallo, Belgio, Svezia.
La discussione è stata poi affrontata dal punto di vista tecnico dall’ing. Andrea Pugliese, componente dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali – sez. Puglia, consulente tecnico della Autorità Giudiziaria in numerosi procedimenti penali di iniziativa delle Direzioni Distrettuali Antimafia e delle Procure fra l’altro di Bari, Foggia, Taranto, Pescara, Reggio Calabria, componente del Comitato Tecnico sul Green Pubblic Procurement del Ministero della Transizione Ecologia, consulente del Consorzio sui rifiuti di beni in polietilene, redattore dell’accordo di programma con la Regione Puglia sui rifiuti agricoli, membro del gruppo di lavoro della Pontificia Accademia Mariana e componente del Dipartimento di analisi, studio e monitoraggio dei fenomeni criminali e mafiosi, docente presso la Scuola Superiore di Magistratura per il corso sugli strumenti del diritto e del processo penale per il contrasto al traffico illecito di rifiuti.
Andrea Malerba ha avuto un approccio fresco ed innovativo in merito al tema trattato.
E’ uno studente universitario che ha allargato i suoi orizzonti viaggiando per l’Europa, per fare proprie strategie che in Italia non sono ancora attuate. Ha affermato che quando si parla di ambiente, non si può prescindere dal senso civico e dal concetto di comunità, se mancano questi due presupposti, si va incontro alla mancanza di attenzione per il bene comune e ad una frammentazione che pervade ogni ambito, rallentando i processi di crescita.
Michele Grassi ha tracciato un excursus storico sui due progetti a tema ambientale che insistono sul territorio terlizzese ed alcune città vicine. Centrale a biomasse e discarica ferrosa potrebbero sorgere: l’una sul tratto di via Appia presente a Terlizzi, strada entrata a far parte del circuito ‘via Francigena’ di innegabile valore storico/archeologico, l’altra nella vicina Bitonto a pochi chilometri dalla frazione di Sovereto, straordinario borgo medioevale, abitato da diversi cittadini in dimore storiche e ville residenziali.
Le due zone individuate non sembrano convincere Grassi e molti cittadini; giusto sarebbe fa sorgere tali imprese in zone industriali adeguate, fornite di tutte le infrastrutture necessarie. Il terreno nei pressi dell’Appia Traiana è zona agricola, non vocata a soddisfare le necessità di tali imprese.
L’ing. Pugliese ha affrontato il tema del convegno invitando i presenti a guardare al futuro e non al passato. Ha illustrato decisioni assunte da altri paesi europei, che hanno determinato un balzo in avanti in quei territori non solo per la transizione ecologica, ma anche per l’economia locale.
Ha affermato che nei prossimi 5 anni tanti progetti possono essere finanziati, per permettere all’Italia di attuare il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma servono norme chiare e tempi certi, affinchè le imprese investano nel settore. Bisogna professionalizzarsi e dare fiducia ai giovani, che hanno intuizioni straordinarie e la capacità di innovare sviluppando un’economia verde.
L’80% dei rifiuti plastici vengono smaltiti e lavorati nel nord Italia, sebbene i maggiori produttori siano: Sicilia, Puglia e Campania. Con questo e molti altri esempi, l’ing. Pugliese ha inteso far comprendere che è necessario che imprese di trasformazione dei rifiuti, nel rispetto delle leggi, trovino spazio anche nei nostri territori, perché si tratta di posti di lavoro ed economia a cui rinunciamo.
L’ingegnere ha più volte sottolineato che Enti, Associazioni, cittadini, non possono limitarsi a dire NO, devono motivare il diniego e trovare soluzioni, soltanto così non solo si giungerà ad un’economia verde, ma si abbatteranno i costi dello smaltimento che ora gravano sui cittadini.
Nel 2022 è necessario attuare un piano per il P.N.R.R. o resteremo indietro e per farlo bisogna partire dalla formazione e dai giovani, perché con le loro intuizioni, gli studi universitari e le competenze digitali che hanno maturato, possono dare la giusta spinta di accelerazione verso un’economia verde.

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