Abbattista si è dimesso: perché l’Aia non pubblica le sue comunicazioni e il suo documento di dimissione?





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Nella giornata di sabato 2 marzo, dopo aver richiesto l’autorizzazione a parlare pubblicamente per rettificare menzogne sul suo conto, dimostrabili, autorizzazione rimasta senza risposta dall’Aia, Eugenio Abbattista Var Pro da 11 anni alla CAN e da 24 Arbitro di calcio, si è dimesso.

L’Aia non solo ha segretato diverse sue comunicazioni a componenti del Comitato Nazionale e alla Figc, ad oggi non le pubblica sul sito e canali social al pari del documento di dimissione, come dallo stesso Abbattista più volte richiesto.

Perché ? Cosa si vuole nascondere ?

Questo rappresenta l’ennesimo e nuovo scossone per il mondo degli arbitri: di seguito riporteremo la lunga lettera di sfogo dell’arbitro dopo lo scandalo dei voti “manomessi”, che hanno condizionato la graduatoria della categoria alla fine nella stagione 2019/2020.

Il Var Eugenio “Gegè” Abbattista si è dimesso e ha inviato una lettera di sfogo nella chat tra colleghi dopo essere stato protagonista indesiderato del caso dei voti manomessi in Serie B, determinanti per la graduatoria alla quale gli arbitri devono fare riferimento per essere riconfermati o mandati via nella stagione successiva. Un polverone mediatico che ha assalito l’Aia in queste settimane dopo la prima denuncia a Le Iene e a volto coperto di un direttore di gara, che ha mandato in subbuglio la categoria intera. A questo si sono seguite le indagini giornalistiche del programma di Italia 1, con Filippo Roma in prima fila.

25 minuti minuti dopo le dimissioni di Abbattista lo stesso Filippo Roma contattava Abbattista, ricevendo un rifiuto categorico. Abbattista mon parlerebbe mai con chi getta dubbi e sospetti sulla cosa a lui piu cara, l’arbitraggio. Gli arbitri in campo con questa storia non c’entrano nulla. Il problema e’ più profondo, politico e strutturale. Le Elezioni.

Si precisa che alla data delle dimissioni Abbattista e’ posizionato in una posizione della graduatoria di merito centrale e dunque per nulla a rischio dismissione come imprudentemente detto da leoni da tastiera su qualche forum da sempre sfogatoio delle frustrazioni di chi non si da pace per non esserci riuscito.

L’inviato delle Iene ha raggiunto il Presidente Figc, Gravina, e il Ministro dello Sport, Abodi, i quali hanno parlato di trasparenza e desiderio di far luce sulla vicenda.

Allora perché non pubblicare le dimissioni ?
E’ la conferma nei fatti che gli arbitri vengono repressi dall’Aia, costretti a non proferire parola. Molti colleghi che stimavano Abbattista non si sono fatti vivi con lui per Paura ? E di cosa di ripercussioni tecniche ?

Una contraddizione riportata nelle segrete stanze del Ministero e sulle quali Abodi ha promesso di voler far chiarezza, senza negare il desiderio di “vedere il volto” del primo arbitro che denunciò i fatti per primo.

Magari oggi Abodi potrebbe parlare con Abbattista. Gli spiegherebbe tutto. E molto di più. Con prove fatti e non presunzioni di reati.

Il lungo messaggio d’addio del Var Abbattista nella chat degli arbitri
Abbattista aveva trovato impiego come VAR PRO, “mettendosi a disposizione dell’associazione e non di professionisti dei ‘ricorsi’”, come ha scritto nella lunga lettera che vi mostriamo di seguito, inoltrata nelle chat tra arbitri. Eugenio Abbattista ha voluto togliersi i cosiddetti sassolini dalle scarpe, spiegando le proprie ragioni, senza rinunciare di pronunciare parole forti: “…un’Aia stuprata da mestieranti della poltrona e del voto”.

Di seguito, testualmente:

Non c’è una seconda possibilità per destare un prima buona impressione.

Scrivo ora per difendere e non toccare emotivamente chi è in campo, nel Var e a visionare o supervisionare per i secondi tempi.

A quelli di voi che condividono con me principi di lealtà, giustizia, merito e divertimento, va il mio abbraccio e sincero grazie per quanto mi avete dato in questi anni.

Scendere da un treno in corsa e’ rischioso.

Scendere da un treno impantanato nel puzzo del pregiudizio, del vittimismo, dell’ingrata non memoria storica e’ la scelta più sensata che potessi fare.

Lo faccio come ho fatto per il terreno di gioco ringraziando per il dono e l’opportunità, con una sincera e legittima differenza.

Ora la mia priorità è difendere la mia immagine professionale e manageriale, la mia famiglia e dare un insegnamento ai miei figli, che se hai la coscienza pulita sei sempre libero delle tue azioni e deliberazioni.

Non è una protesta la mia, tutt’altro.

È una necessità esclusivamente personale e di amor proprio di far fare pace ad Eugenio Abbattista l’arbitro con Gege’ l’uomo e manager, quello che avete conosciuto sui campi, nel Var, nei raduni, nelle trasferte.

Il Gege’ con difetti personali come tutti ma graniticamente retto e irricattabile senza se/ma o millantato credito.

Gege’ deve confortare Eugenio Abbattista finito sui giornali con diciture “sotto accusa”, taroccato, etc 3 anni fa e in tv in queste settimane con le stesse diciture anche e sopratutto per dolo e colpa di qualcuno di voi e non solo sia chiaro.

Per le specifiche di dolo e colpa, nomi e prove, ci saranno e ci sono già i legali. Nessun dubbio.

Scendo qui per amor proprio, anything else. Pensate so anche l’inglese !!!

A quelli di voi quasi tutti che stimo e ammiro come uomini mando un abbraccio fortissimo e un arrivederci in ciò che la vita vorrà, agli altri faccio un sincero in bocca al lupo per il dopo “treno”.

L’olezzo non lascia nessuno se non si scende in tempo, ma ci vogliono attributi e moralità, merce rara me ne rendo conto. Non è per tutti. Anzi.

Mi conforta una cosa.

Con le mie dimissioni dall’Aia appena rassegnate, ahimè nell’Associazione attuale stuprata da mestieranti della poltrona e del voto servono quelle per essere veramente liberi di essere se stessi e esprimersi, non avrò bisogno di felpa e cappuccio e faccia annerita per parlare come ha pensato di fare qualcun altro.

Farò come avrebbe fatto Stefano Farina con l’old style mai passato di moda e intriso di classe e consistenza, forma e sostanza.

Mi presenterò in giacca e cravatta, mettendoci la faccia, sorridente, determinato, per nulla incazzato di certo sollevato oggi e finalmente sereno in ogni sede anche mediatica a raccontare la mia verità e la verità della quasi totalità di voi presenti in questo gruppo di persone (espressione che prendo in prestito dal nostro capitano, provate a diventare squadra da adesso in poi) e della stragrande maggioranza delle persone per bene e colleghi/e delle sezioni di Italia.

Lascio qui un messaggio anche per le associate e associati di periferia, giovani e non, in carriera e non in campo e non, tutti.

Lo lascio qui perché la sacralità di questo spogliatoio anche “virtuale” per colpa di qualcuno, pochissimi sia chiaro, non solo non è mai esistita spesso e’ stata violentata, anche live rispetto alle nostre attività, raduni, meet, colloqui etc.

Veicolate pure il mio messaggio e non deludetemi; forum compreso, dove alcuni, sempre pochissimi e facilmente individuabili, avete pensato bene di irridere meravigliosi uomini e donne che ci sono qui e che sudavano e sudano la maglia come voi adesso con Passione e anche Errori sia chiaro, ma che sono il primo momento di crescita di un Arbitro vero, di una donna e di un uomo vero. Siamo fallibili tutti.

E pensare che l’avete fatto non per frustrazione e basta ma per precisa strategia. Ne riparleremo.

Colleghi createvi una vita solida e percorsi di carriera altrettanto seri come l’arbitraggio anche fuori dall’Aia, sarà un buon inizio per un viaggio sportivo e personale in totale libertà.

E magari l’inizio del cambiamento. Quello vero però che deve portare alla tradizione storica della nostra associazione, sopratutto se il “nuovo” significa reati certificati, sportivi e non e minacce più o meno velate. Le ho subite in prima persona e non mi ci sono mai piegato.

E a chi vi dice ci penso Io dite che ci pensate Voi a voi stessi con le uniche cose che premiano, duro lavoro, passione, divertimento, lealtà con voi stessi e leale e serena competizione con gli altri.

Cosi come esultate quando siete promossi accettate come ho fatto io la dismissione o la fine di un percorso, ringraziando e mettendovi a disposizione dell’associazione e non di professionisti dei “ricorsi”. Offendete voi stessi.

Intelligenti Pauca.

Chiudo come ho iniziato.

Non c’è una seconda possibilità per destare un prima buona impressione. Scendo qui.

Grazie, mi sono proprio divertito. Vi voglio bene.

Gege’

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